Street Art: Ribellione, Libertà, Verità | Bansky

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L’arte della strada, dello spazio pubblico. L’arte accessibile a tutti e strumento di diffusione di massa. Per addentrarci dentro questa forma d’arte innovativa e relativamente recente, abbiamo scelto di raccontare la vita e l’opera di due dei suoi esponenti più famosi: Bansky e Blu

Il primo, di cui parliamo oggi, è l’esponente di spicco della Street Art, l’eroe invisibile che non sai quando interverrà, attraverso la sua arte, a denunciare le storture, le ingiustizie del sistema capitalistico. Un sistema sbagliato perché premia chi ha già vinto in partenza e punisce chi si oppone alle sue regole.

Non si conosce l’identità di questo straordinario artista, si sa che che è nato a Bristol nel 1974. Era stata ventilata l’ipotesi che Bansky fosse il nickname di Robin Cunningham prima e poi addirittura di Robert del Naja, il leader dei Massive Attack. Nessuna delle due ipotesi ha avuto conferma, perciò l’identità del writer continua a restare un mistero. La volontà di mantenere segreta la sua identità trova una sintesi perfetta nelle sue stesse parole:

“Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata; dimenticano che l’invisibilità è un super potere”.

Bansky

L’altro aspetto che caratterizza Bansky, ed altri writer, è il rifiuto di essere inglobato nel sistema delle gallerie d’arte, nell’establishment che ormai impera anche nell’arte

“L’arte che guardiamo è fatta solo da pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo, quando vai in una galleria sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari”.

I murales di Bansky, realizzati con la tecnica dello stencil ( da lui inventata), si caratterizzano sempre per il forte impatto visivo, per la spettacolare forza e ironia con cui denunciano i mali della società nel mondo.

Tra le i suoi lavori più famosi ed impattanti non possiamo non citare: La bambina con il palloncino,Applause, Kissing Coppers, La Madonna con la Pistola, Applause, Clochard Babbo Natale, Naufrago Bambino e soprattutto l’intevento, realizzato nel 2007 insieme ad altri writers tra cui Blu, sul muro che separa la Cisgiordania da Israele, ufficialmente per prevenire azioni terroristiche.

Tutti esprimono al meglio la poetica dell’artista di Bristol, la critica contro la guerra e il militarismo (Applause), contro l’omofobia (Kissing Coppers), il dramma dei senzatetto (Clochard Babbo Natale), il disagio sociale scaturito dall’eterna lotta tra bellezza e criminalità, tra bene e male (La Madonna con la pistola).

Nelle sue opere non manca un messaggio di speranza: i bambini raffigurati sul muro tra Cisgiordania e Israele, il Naufrago Bambino a Venezia, solo per citare alcuni esempi.

“Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che questo sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi, ma lui ha l’anonimato” (Brad Pitt).

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