Constantin Brancusi: scultore tra tradizione e Avanguardia a cavallo tra ‘800 e ‘900

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Scultore, pittore e fotografo, Constantin Brancusi è considerato un pioniere del modernismo, grande sperimentatore di stili e ricercatore di forme nella loro riduzione essenziale.

Nato in Romania, più precisamente tra i Carpazi, Brancusi vive i suoi primi anni di vita in condizioni di grande povertà economica, costretto fin da bambino a lavorare per la famiglia di pastori. Constantin mostra immediatamente una propensione verso la lavorazione del legno, tipicamente trattato nell’artigianato popolare di quella zona geografica. Il suo amore per il legno lo accompagnerà per tutta la vita e anche quando sceglierà supporti in materiali differenti, le sue abilità di intagliatore saranno evidenti.

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The King of Kings (1938), La Sorcière (1916) e Adam and Eve (1921), Constantin Brancusi, Guggenheim New York

Dopo un primo periodo di studi presso l’Accademia di Bucarest, Brancusi sente il bisogno di entrare a contatto con i principali artisti di inizio Novecento: si trasferisce a Parigi e comincia a relazionarsi con nuove realtà, quali il Salon d’Autumn e lo studio privato di Rodin, in cui svolge il ruolo di apprendista. Proprio da quest’ultimo si allontana dopo poco tempo, perché sente l’esigenza di percorrere nuove strade: “Sotto i grandi alberi non cresce niente” (Constantin Brancusi).

Proprio ispirato dall’opera di Rodin “Il Bacio”, l’artista ne riproporrà una sua versione nel 1907, che evidenzia fin da subito le distanze che questo prende dallo stile dello scultore francese. Al plasticismo e coinvolgente abbraccio in movimento della scultura Rodiniana, Brancusi contrappone una semplificazione geometrica delle forme che guarda al primitivismo. L’impressione che ne deriva, è quella di trovarsi di fronte a un’opera in pietra caricata di antica sacralità.

La pietra è sbozzata con un taglio diretto, proprio a ricordare la tecnica dell’incisione del legno, da cui Brancusi inizia la sua carriera artistica. L’approccio sintetico dello scultore, volto alla rappresentazione pura e tendenzialmente geometrica delle forme, non nasconde, però, il carattere sensibile e dolce delle figure rappresentate. Due amanti sono infatti colti in un bacio delicato e intimo.

Lo scandalo a Parigi per l’opera “La principessa x”

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Il pezzo in bronzo creato tra il 1915 e il 1916 e intitolato “La principessa x” fu creato da Brancusi per un’occasione speciale. L’opera doveva essere esposta all’interno del noto Salon des Indépendants di Parigi. Per la prima volta, però, la Galleria non accettò di esporre un’opera simile perché troppo esplicitamente raffigurante una forma fallica, andando contro il proprio primo statuto che recitava: “Lo scopo della Société des Artistes Indépendants – basato sul principio dell’abolizione della giuria di ammissione – è quello di consentire agli artisti di presentare le loro opere al giudizio pubblico in completa libertà. L’opera di Brancusi, però in quanto chiaro simbolo sessuale non poteva essere tollerato assolutamente.

Lo scultore rimase profondamente ferito da tale avvenimento, in quanto, come dichiarò più volte, la statua altro non era che il busto dell’allora Principessa Marie Bonaparte (pronipote di Napoleone Bonaparte), rappresentato da forme tondeggianti e sintetiche, raffiguranti il volto e il petto della giovane donna.

Constantin Brancusi, da quanto sappiamo, non nutriva particolare simpatia nei confronti di Marie, anzi, non ne sopportava l’esagerata vanità. Raccontava che questa, mangiava sempre con uno specchio poggiato sul tavolo per potersi guardare anche durante i pasti. La testa leggermente inclinata nella statua, raffigura proprio questa sua ossessione per l’osservarsi.

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Ritratto di Marie Bonaparte, 20 Agosto 1905

Brancusi quindi è uno scultore che aderisce all’astrattismo?

Assolutamente no! Sappiamo che terminata la Prima Guerra Mondiale, l’artista si interessò alle ricerche astratte e alla forma genitrice, ma egli stesso ne prendeva le distanze così dicendo:

“Folli sono quelli che considerano le mie sculture astratte. Ciò che essi credono essere astratto, è quanto vi è di più reale, […] l’essenza dei fenomeni.”

Constantin Brancusi
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Colonna senza fine, Constantin Brancusi, 1926, Târgu Jiu (Romania)

Le ricerche di Constantin Brancusi non si allontanano, quindi, dalla realtà, a cui fa continui riferimenti, ma la reinterpreta cercando di coglierne le forme più pure, essenziali e geometriche.

“Ciò a cui mira la mia arte è soprattutto il realismo; perseguire la realtà interiore nascosta, l’essenza stessa degli oggetti nella loro intrinseca natura fondamentale: questa è la mia unica preoccupazione.”

Constantin Brancusi

A presto Cari lettori!

Eleonora Turli

Se avete voglia di vedere un documentario su Brancusi realizzato con pellicole originali degli anni 1923-1938 guardate questo:

Leggi anche: Kant e Friedrich, i seguaci del Sublime.

Leggi anche: MACE: OBE, la rivoluzione è qui.

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