Formula 1 d’autore: pagelle del GP d’Austria, pt.2

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Dopo questa gara di Formula 1 possiamo quasi dire di essere tornati alla normalità. La Mercedes che fa doppietta, la Red Bull che arriva sul podio con il solito Max Verstappen e la Ferrari che non riesce a migliore, arrivando ad un ritiro. Nelle retrovie stravincono McLaren e Racing Point.

La seconda gara sul Red Bull Ring si rivela per essere quella che probabilmente tutti si aspettavano fin dalla prima gara. Qualche duello nel “mucchio”, ma lì davanti e nelle retrovie nulla di nuovo. In tutto questo le due Ferrari si auto-eliminano al primo giro, per tirarsi fuori da una gara che si è rivelata “movimentata”, appunto, solo per due scuderie: McLaren e Racing Point. Almeno abbiamo avuto delle qualifiche spettacolari.

Ma andiamo a vedere le pagelle di questa seconda ed ultima gara di Formula 1 in Austria, dominata dalle Mercedes.

Lewis Hamilton & Valtteri Bottas (Mercedes) – Domination (Pantera): un dominio cominciato in ritardo di un week-end (date anche le circostanze della prima gara). Qualifiche dominata da Lewis Hamilton che sembrava stare su dei binari anche sotto la pioggia, poi la gara, con le due Mercedes che grazie alla vettura ed alle strategie dominano la gara, arrivando a fare la prima doppietta in questa stagione di Formula 1

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Max Verstappen (Red Bull) – The Same Old Story (Nitro): fa il suo solito lavoro, fa forte, tanto, si rende protagonista di uno strepitoso sorpasso nei confronti di Bottas, con tanto si ala danneggiata. Insomma la solita storia, e fa bene il suo lavoro.

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Alexander Albon (Red Bull) – Again (Lenny Kravitz): mi immagino un Albon dopo il contatto con Perez alla stessa curva del contatto che avvenne con Hamilton dire: “Ancora? Vi prego basta”.

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Lando Norris (McLaren) – You’re Gonna Go Far, Kid (The Offsprings): per il secondo week-end di seguito Lando Norris si mette in mostra, portando avanti, per gli ultimi giri della gara, una lotta per il sesto posto, arrivando poi quindi. Per quest’anno, molto probabilmente, abbiamo già un altro “ragazzo del futuro”.

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Sergio Perez & Lance Stroll (Racing Point) – Get In The Ring (Guns N’ Roses): Partono da molto dietro, arrivano sesto e settimo, mettendo in mostra ancora una volta le potenzialità della Racing Point, a prescindere da chi c’è alla guida.

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Daniel Ricciardo (Renault) – Old Times (Mezzosangue): Daniel con fatica la tiene lì davanti (fatica data probabilmente anche dalla brutta botta presa dopo l’incidente nelle FP2 di venerdì), e si rende protagonista dei vari duelli del mucchio, ma la Renault deve migliorare molto.

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Carlos Sainz (McLaren) – Domenica Lunatica (Vasco Rossi): si qualifica terzo, e poi finisce nono in gara, dopo una gara in molti punti anonima, un week-end lunatico, ma anche grazie a lui la McLaren si dimostra forte.

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Daniil Kvyat (AlphaTauri) – Hero of The Day (Metallica): anche lui fatica molto con la sua AlphaTauri, ma riesce a portare un punto per la scuderia.

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Kimi Raikkonen & Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) – Prua Contro il Nulla (Folkstone): un’Alfa Romeo in difficoltà totale con strategie che non funzionano ed una macchina che non riesce ad essere costante. Sicuramente c’è molto da migliorare, nel meno tempo possibile.

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Kevin Magnussen & Romain Grosjean (HAAS) – Fantasma (Linea 77): riescono a finire la gara ma in totale anonimato, probabilmente in questa stagione andrà spesso così.

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Pierre Gasly (AlphaTauri) – Io No… (Vasco Rossi): dopo una qualifica oltre le aspettative si è ritrovato negli ultimi, e ancora sto cercando di capirne il motivo.

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George Russell (Williams) – Viva (The Zen Circus): ancora una volta, viva George Russell, che in qualifica mette la Williams molto avanti rispetto alle aspettative, poi si rovina la gara per un errore nei primi giri. Ma in ogni caso fa vedere quello che sa fare, con la macchina che è quella che è.

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Nicholas Latifi (Williams) – Pain (Three Days Grace): soffre molto il compagno di squadra, e probabilmente anche l’arrivo, ritardato, in Formula 1. Vediamo come si abituerà.

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Esteban Ocon (Renault) – Killer Game (Salmo, Gemitaz & Madman): parte quinto e si ritira, ma purtroppo, questa volta, la sua Renault lo ha tradito (la scorsa settimana fu il turno di Daniel Ricciardo). Il prossimo anno la scuderia si ritroverà con Alonso (che ritorna in Formula 1 dopo l’addio nel 2018), e sarà molto difficile.

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Ferrari – non scrivo nulla, visto che c’è il rischio che a parlare sia il mio essere tifoso Ferrari, e potrebbe risultare sgradevole.

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