Il mio Truceklan: storia di una scoperta

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Per tanti ascoltatori dell’hardcore rap il Truceklan è una religione, in cui si crede sempre, di cui non ci si dimentica facilmente. Tutto questo assume ancora più valore se si è di Roma, città in cui il gruppo è nato. Ma in questo articolo vi racconterò come io, nato metallaro, sia arrivato al Truceklan.

Prima di raccontarvi “il mio Truceklan” permettetemi di fare una premessa che reputo molto importante per quanto riguarda il capire cosa significhi quel “mio”. Infatti io non parlerò del Truceklan da persona esperta del lato tecnico dell’hardcore rap, non vi aspettate che io mi metta a parlare di flow, basi ed appunto tutti i lati tecnici del genere. Infondo ho cominciato a masticare rap ed hip hop solo da pochi mesi, dopo alcuni anni in cui i miei unici artisti di riferimento sono stati Salmo e Nitro.

Io arrivo da anni ed anni di rock e metal, anni in cui ho sentito tutto il possibile, ed ormai sono arrivato al punto di essere, per così dire, “fedele” ad un solo genere, ma non è questo il luogo in cui parlarne. Una volta arrivato a quel punto sentii il bisogno irrefrenabile di ascoltare altro, di allargare i miei orizzonti, ma che fosse molto vicino a quello a cui ero già abituato, almeno sul lato degli argomenti scritti su carta. E fu così, che il mio primo contatto con il rap e l’hip hop arrivò grazie a Salmo.

Salmo mi diede la spinta nel sentire hardcore rap, grazie soprattutto al suo primo album “The Island Chainsaw Massacre”. Invece il mio primo contatto con l’hardcore rap romano avvene grazie agli Articolo 31.

Il mio primo gruppo hardcore rap romano in assoluto furono i Cor Veleno. Sentii parlare di loro per la prima volta durante un concerto degli Articolo 31 (durante il tour della loro reunion). J Ax e DJ Jad decisero di omaggiare Primo Brown, ricordandolo prima a parole e poi invitando il padre di Primo sul palco. Il giorno dopo, spinto dalla curiosità che cominciava a farsi sentire, andai a sentire i Cor Veleno (a me sconosciuti fino a quel momento). Il primo album che ascoltai fu “Heavy Metal”, in particolare mi colpirono due canzoni: “Potente in Culo” e “Le Guardie, i Pompieri e l’ambulanza”.

La prima reazione a quei due pezzi fu neutra, da una parte sentivo qualcosa che si avvicinasse a quello che cercavo, qualcosa a cui le mie orecchie fossero abituate ma che allo stesso tempo fosse di tutt’altro genere. Dall’altra parte invece sentivo che fosse troppo, non riuscivo a sentirlo “mio”, come se una parte di me dicesse “non è il tuo mondo”. Cercai di combattere la sensazione più negativa, e la svolta arrivò grazie, ancora, a Salmo.

Nel frattempo che tornavo, per così dire, alle origini, ebbi il primo contatto con il Truceklan, o meglio, con un pezzo di Truceklan, ovvero Metal Carter.

Il mio avvicinamento a Metal Carter arrivò grazie al consiglio di un amico, che mi disse di ascoltarlo, e che sicuramente mi avrebbe soddisfatto visto che, il rapper romano, corrispondeva a quello che cercavo per l’hardcore rap. La prima canzone fu “Pagliaccio di Ghiaccio”, per poi continuare con tutte le canzoni contenute nell’album “La Verità su Metal Carter”. Di questo album ascoltai canzoni anche in cui erano presente dei membri del Truceklan come Noyz Narcos e Cole.

Truceklan

Ma in quel momento per me esistevano solo Metal Carter ed i Cor Veleno. Cor Veleno che nel frattempo avevo cominciato a sentire “miei”, ero riuscito a considerarli “del mio mondo” grazie anche all’ascolto di Carter, che mi aveva aperto le porte dell’hardcore rap, insieme ad un altro gruppo hardcore, ma non di Roma, ovvero i DSA Commando. Nel frattempo, anche sapendo dell’esistenza del Truceklan, continuavo ad ignorarlo. Ma il “tornare alle origini” mi aiutò anche ad avere il secondo contatto con un membro del klan.

Con Noyz Narcos fu tutto più semplice. Mi bastò sentire il suo ultimo album, album in cui era presente Salmo.

Mi fissai che io dovessi assolutamente sentire Noyz Narcos, infondo era ed è ancora quello che ha fatto più strada da quando il Truceklan (anche grazie alla carriera nei Truceboys) si è sciolto. Allora decisi di ascoltare la canzone del rapper romano in cui collaborò Salmo, ovvero “Mic Check”, contenuta nell’ultimo di Noyz, “Enemy”. La mia testa “accettò” subito la canzone, ma ebbe più difficoltà nell’accettare il resto dell’album, in particolare canzoni come “Vato Loco”. Infatti molte canzoni di quell’album mi avevano fatto tornare la sensazione che quello non fosse il mio mondo, ma sapevo già come contrastarla.

Non tornai a nessuna origine, anzi, andai avanti. Rimasi su Noyz Narcos, ma andai a sentire altri album del rapper romano. Per un periodo mi concentrai su “Monster” poi mi spostai principalmente due album: “Non Dormire” e “Verano Zombie”. Da qui ebbi il primo contatto con il Truceklan. E fu come vedere la luce in fondo al tunnel, ero riuscito a trovare quello che cercavo (insieme ai DSA Commando). Ero riuscito a rimanere nel mio mondo, pur avendo comunque cambiato genere.

E così cominciò il mio Truceklan…

Da me il Truceklan arrivò senza avvisare, entrò con prepotenza negli miei ascolti musicali, e si presentò con tutta la sua potenza, in pieno stile Truceklan. Prima arrivò indirettamente, tramite album di Noyz Narcos come “Non Dormire” e album dei Truceboys come “Sangue”. Ed è proprio con quei due album che capii che mi avevo raggiunto la perfezione di quello che cercavo. I testi “grezzi” che facevano del loro essere “grezzi” un pregio, testi molto vicini al mio mondo precedente ma soprattutto l’uso, per così dire, della romanità nei testi.

Ero di fronte quindi al mio “paradiso”, anzi, di fronte al mio inferno. Perchè il Truceklan si presentò direttamente a me con “Ministero dell’Inferno” che riuscì a farmi innamorare definitivamente del klan, tra racconti di Roma (in cui è nata la scena rap/hip hop più influente in Italia), e testi che erano molto vicini al mio mondo precedente. Questo è il mio Truceklan, questi sono i miei artisti che hanno fatto parte del klan, senza troppe pretese, guidato dalla curiosità di scoprire un “quasi” mondo nuovo.

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Un commento su “Il mio Truceklan: storia di una scoperta”

  1. Ottimo articolo.

    Cor Veleno ( pace all’anima di Primo Brown ) sono dei mostri sacri a Roma.

    Io ho trovato questo articolo perchè, nonostante ormai i 31 anni, da amante dell’hardcore rap sono rimasto ancorato al TruceKlan, dove continuo a cercare sempre più news. Ahimè momenti che non torneranno più.

    Complimenti comunque per l’articolo e per il voler “espandere” i propri orizzonti.

    Saluti

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