Allied, l’amore ai tempi della guerra [Recensione]

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Allied – Un’ombra nascosta è un film del 2017 diretto da Robert Zemeckis (già premio Oscar per Forrest Gump) che vede come protagonisti Brad Pitt e Marion Cotillard in una storia struggente ai tempi della seconda guerra mondiale. Noi di Shockwave Magazine ve lo raccontiamo.

Allied – Un’ombra nascosta non è il solito film sulla cruda violenza della guerra e sui suoi retroscena, ma intende dimostrare come le radici dell’amore possano crescere anche in territori colmi di odio. Siamo nel 1942, nel pieno del secondo conflitto, quando un comandante di aviazione franco-canadese, Max Vatan, viene inviato in Marocco, per incontrarsi con l’agente Marianne Beausejour facendo finta di essere suo marito. Una finzione che presto diventerà qualcosa di più.

La loro missione è quella di tentare di introdursi al ricevimento tenuto dall’ambasciatore tedesco del posto con lo scopo di assassinarlo. Conclusa l’operazione con incredibile successo, tra le due spie nasce il più inaspettato e pericoloso dei sentimenti. Riescono così a rientrare a Londra, dove convolano a nozze. Qualche tempo dopo la famiglia si allarga con la nascita di una figlia, Anna, e si adattano a vivere come una famiglia qualunque.

Tutto cambia però quando un giorno Max viene convocato dai suoi superiori, che gli fanno una rivelazione a dir poco sconcertante: sua moglie è sospettata di spionaggio per conto dei tedeschi e inoltre si presume che si sia sostituita alla vera Marianne Beausejour, una partigiana francese morta qualche tempo prima. Per dimostrarlo a Max viene chiesto di aspettarsi una chiamata da parte dei servizi segreti alle 23:07 del giorno stesso, in cui gli verrà data un’informazione falsa da trascrivere su un taccuino, aspettandosi che la moglie, inconsapevole, la invierà ai nazisti.

Nel caso in cui dovesse essere così, sarà Max stesso a dover uccidere la moglie, e non solo. Infatti nel caso in cui dovesse rifiutarsi, entrambi verranno fucilati con l’accusa di alto tradimento.

Max, convinto dell’innocenza della moglie, inizia a fare delle ricerche, scoprendo che Marianne, durante una festa in cui erano presenti membri della società nazista, aveva suonato la Marsigliese al pianoforte. Ma Marianne non è in grado di suonare e così Max scopre che per tutto questo tempo sua moglie ha finto di essere un’altra persona, costretta dai nazisti che avevano minacciato uccidere sua figlia.

Max si trova così a dover fare una scelta tra la propria famiglia e i suoi doveri come militare. Ed è proprio questa scelta ad essere al centro di Allied.

Ma ben presto si rende conto di amare fin troppo la moglie nonostante una vita insieme fatta di menzogne, e il sentimento è ricambiato.

Divisi tra due nazioni, i due amanti tentano di scappare in Svizzera, ma vengono raggiunti dai superiori di Max che gli intimano di arrendersi. In un tentativo disperato, Max cerca di convincere il proprio capo a lasciarli andare. Ma Marianne capisce di non avere scelta e decide di sacrificare la propria vita per salvare quella di suo marito e della figlia, e per evitare che la figlia trascorra la sua esistenza senza genitori, non prima di avergli giurato amore eterno.

In un flashback, Marianne è impegnata a scrivere una lettera d’addio indirizzata alla figlia, proprio poco prima che la sua copertura salti. Nella lettera si firma Marianne Vatan, a dimostrazione di come quella sia l’unica identità che abbia mai sentito sua.

Il film si conclude con un’immagine su Max ed Anna, ormai cresciuta, che passeggiano tranquillamente in un ranch di Medicine Hat, Canada, luogo in cui Max ha sempre sognato di vivere. La guerra quindi è finita.  

Allied è il perfetto esempio di come una pura finzione possa trasformarsi in un sentimento vero e radicato nel profondo.

Tamara Santoro
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