Black Out – Vite Sospese: scenari mozzafiato, suspense, sentimenti e umanità nel mystery-drama di Rai 1

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Una location da sogno che in un attimo si trasforma in una prigione. Black Out – Vite Sospese, in onda da stasera per quattro prime serate, è la nuova, adrenalinica fiction della Rai in cui gli elementi del mistero e della tensione si intrecciano con le relazioni interpersonali.

Black Out – Vite Sospese è il frutto di uno sforzo produttivo ambizioso coraggioso e tenace in cui hanno creduto Rai Fiction ed Èliseo Entertainment e realizzato in collaborazione con Trentino Film Commission e Viola Film. Prodotta da Luca Barbareschi, la serie – che porta sul piccolo schermo il rapporto tra individuo e natura – è stata girata in grande formato 6K, utilizzando importanti VFX e grandi effetti digitali.

Un’avventura nell’avventura, la realizzazione di Black Out. Questa è la prima cosa che mi viene da dire se penso a quelle settimane tra le montagne, passate a inseguire la neve – afferma Riccardo Donna Black Out è una serie fuori dal comune, irrinunciabile se hai la fortuna che ti venga offerta.  Per parlare di questo lavoro non posso che cominciare dal rapporto complesso che ho avuto con l’elemento cardine del racconto. La neve appunto.

Girare Black Out – Vite Sospese in un inverno senza neve non è stato affatto facile, prosegue il regista. La neve è assolutamente incontrollabile: a volte c’è, a volte no, a volte è troppa e altre è troppo poca. Allora siamo andati noi da lei. Abbiamo preso decisioni molto rapidamente e nell’arco di quarantotto ore abbiamo cambiato tutto il piano di lavorazione. Per fortuna eravamo preparati bene e pronti a superare le difficoltà.

Una valanga e un albergo isolato. Sono le due immagini che inevitabilmente ci riportano a sei anni fa quando, il 18 gennaio 2017, una slavina travolse l’hotel Rigopiano. In quel momento nell’albergo di lusso ci sono quaranta persone: ventotto ospiti, di cui quattro bambini, e dodici dipendenti: solo in undici riuscirono a salvarsi.

È quando però si pensa di aver perso tutto che spesso si ritrova sé stessi e il coraggio di combattere per ciò che conta davvero. Ed è di questo che parla Black Out – Vite Sospese. È una storia che parla di destini incrociati, un mystery relazionale che inizia subito con un evento drammatico. Così Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, definisce Black Out – Vite Sospese in occasione della conferenza stampa di presentazione.

È stato interessante vedere come la vita ti offre sempre una seconda possibilità, ha raccontato Alessandro Preziosi. È stata una delle esperienze più difficili e allo stesso tempo costruttive di tutta la mia carriera. Non mi era mai capitato di stare tredici settimane in un luogo dove non c’era niente. Non è stato facile.

La trama di Black Out – Vite Sospese 

Black Out – Vite Sospese
Alessandro Preziosi interpreta Giovanni Lo Bianco, il protagonista di Black Out – Vite Sospese.

Diretto da Riccardo Donna, il mystery-drama ambientato nella Valle del Vanoi vede protagonista Alessandro Preziosi nei panni di Giovanni Lo Bianco, un broker originario dei bassifondi di Napoli che è riuscito a farsi strada nel mondo della finanza. È arrivato in Trentino per prendersi una pausa dal lavoro e trascorrere del tempo insieme ai suoi figli Riccardo ed Elena dopo che la loro famiglia è stata sconvolta da una tragica scomparsa.

Quella che doveva essere una vacanza in un vero splendore incontaminato si trasforma in una missione pericolosa quando a Vanoi arriva Marco Raimondi. Marco non è un ospite qualunque, è l’ex marito di una donna che con la sua testimonianza può cambiare per sempre la vita di Giovanni e quella della sua famiglia. Anche quella donna è a Vanoi e rischia di far crollare il castello di sabbia che Giovanni ha costruito intorno a sé: non gli resta che ucciderla. All’improvviso però la terra trema e una valanga isola la valle impedendo i soccorsi e costringendo Giovanni a rimandare i suoi piani e a fare una scelta impossibile.    

I protagonisti di Black Out – Vite Sospese

Black Out – Vite Sospese
Una scena tratta dal quarto episodio di Black Out – Vite Sospese.

Tutti i protagonisti di Black Out – Vite Sospese sono arrivati in Trentino con sogni, aspirazioni, desideri, progetti e problemi. Nessuno però avrebbe potuto immaginare che la loro vita sarebbe cambiata per sempre da un momento all’altro, che il destino aveva in serbo un piano molto diverso da quello che si aspettavano. In attesa dei soccorsi, isolati dal resto del mondo senza possibilità di uscire dalla valle o comunicare con l’esterno, ai protagonisti non resta che imparare a convivere e a sopravvivere tutti insieme, ciascuno con i propri dubbi, le proprie paure e i segreti inconfessabili.

Ognuno di noi ha un lato oscuro e in situazioni disperate le maschere tendono a cadere. Mentre però gli pensano a salvare se stessi, Marco Raimondi, interpretato da Marco Rossetti, (il Damiano Cesconi di Doc – Nelle tue mani, N.d.R.) non fa altro che pensare a sua figlia. Marco infatti è un padre di famiglia ed ex marito di Claudia. È a Vanoi nella speranza di riuscire a riavere sua figlia, anche a costo di mettere a repentaglio la loro copertura.

Aurora Ruffino interpreta Lidia, una ragazza semplice, anche ingenua per certi versi, inconsapevole della propria identità. Si ritrova a fare la carabiniera non per scelta ma per ottenere l’approvazione delle persone che ama. Dopo la slavina, che causa la morte del maresciallo, Lidia rimane l’unica rappresentante della legge nella vallata. Non essendo però in grado di gestire situazioni di emergenza come questa, complici le continue pressioni che subisce, dovrà affrontare una crisi esistenziale molto forte. Ma una volta toccato il fondo, non si può far altro che risalire.

Black Out – Vite Sospese è una sfida di genere che si apre al mercato internazionale anche grazie alla presenza di attori stranieri nel cast. È il caso di Rike Schmid, che nella fiction interpreta Claudia Schneider. Il suo è un personaggio dotato di una grande forza drammatica: medico chirurgo tedesco, ha sempre messo gli altri al primo posto.

La sua vita viene stravolta nel momento in cui è costretta ad entrare a far parte del programma di protezione testimoni: Claudia ha infatti assistito ad un omicidio di camorra e ha deciso di collaborare con la giustizia. La sua scelta l’ha però costretta ad abbandonare la sua quotidianità e a nascondersi insieme a sua figlia. Dopo la slavina si occupa dei feriti, in particolar modo di Elena, la figlia di Giovanni, in coma dopo aver riportato un grave trauma cranico. Claudia però non sa che Giovanni è legato alla camorra da un vincolo di sangue e ha ricevuto l’ordine di ucciderla.

Nel cast anche Caterina Schulha, Federico Russo, Riccardo Maria Manera (Vivi e lascia vivere), Juju Di Domenico, Mickaël Lumière, Maria Roveran.

Tamara Santoro
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