Normal People – la (a)normalità è bella

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Normal People è una serie di genere sentimentale realizzata in Irlanda che vede alla regia Lenny Abrahamson, già regista di Room, e Hettie Macdonald disponibile dallo scorso 26 giugno 2020 sulla piattaforma di streaming Starz Play.

Normal People segue infatti la relazione tra Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones) e Connell Waldron (Paul Mescal), protagonisti di una tormentata storia d’amore. Lei è ricca e lui povero, lei non ha nemmeno un amico e lui è molto popolare. Si innamorano quasi per caso e scoprono di avere in comune lo stesso, profondo senso di inadeguatezza.

Con la fine del liceo finirà anche la loro storia, Marianne e Connell si ritroveranno al college. La situazione si è completamente ribaltata: ora è Marianne quella ben integrata, mentre Connell fa fatica ad abituarsi a vivere in una grande città e ad adattarsi in una grande università. I due ragazzi provano a essere amici, ma è ben presto chiaro che il loro rapporto non può prevedere l’amicizia.

I 12 episodi di Normal People si basano sul secondo romanzo della scrittrice irlandese Sally Rooney, acquistabile su Amazon, che cura anche il soggetto e la sceneggiatura della serie.

Normal People
Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones) e Connell Waldron (Paul Mescal) in una scena della serie.

I primi tre episodi di Normal People hanno luogo tra le aule del liceo, tra uniformi e armadietti, tra omologazioni e isolamenti. Niente di nuovo insomma.

Connell è un ragazzo popolare, che fa parte del gruppo dei privilegiati anche se non è effettivamente uno di loro, che appare come il tipico ragazzo che la reginetta della scuola vorrebbe che la invitasse al ballo di fine anno.

In apparenza Connell è un ragazzo che ama le feste, che fa finta di essere d’accordo con quello che pensa la sua comitiva, ma in realtà questa è solo una sorta di maschera, che nasconde il suo vero io: il ragazzo cresciuto da una madre single, che ama leggere e scrivere e che preferirebbe restare in casa piuttosto che ubriacarsi.

Marianne invece è la reincarnazione della tipica secchiona, consapevole di avere un’intelligenza superiore a quella dei suoi compagni che però rappresenta un ostacolo dal punto di vista relazionale poiché a volte può apparire troppo irriverente o egocentrica, ma non per questo paragonabile al concetto comune di sfigata. L’intelligenza, in questo caso, è l’unica arma di difesa di cui Marianne si può servire.

A notare però il suo potenziale è proprio Connell, che frequentando spesso casa sua per via del lavoro della madre, inizia a conoscerla al di fuori degli orari scolastici.

I due infatti non riescono a resistersi. All’inizio potrebbe sembrare che tra i due non ci sia niente di più di semplice attrazione fisica, un po’ come Cinquanta Sfumature, ma in realtà i due cominciano a provare dei sentimenti l’uno per l’altro che non hanno limiti.

Gli attori di Normal People in questo caso dimostrano una straordinaria prova attoriale. Nonostante non abbiano una forte esperienza nel campo sulle spalle infatti, i due recitano con un trasporto fuori dalla realtà di ogni giorno e dentro la proiezione dei sogni individuali.

Normal People
Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones) e Connell Waldron (Paul Mescal) in una scena della serie.

Dal quarto episodio in poi, la narrazione di Normal People si sposta all’università, tra le mura del Trinity College, prestigioso istituto d’istruzione a livello mondiale, tra i più antichi d’Irlanda.

Qui la situazione cambia radicalmente: Marianne si è finalmente lasciata andare alla migliore versione di sé stessa, tra nuovo look, gruppo di amici ed un ragazzo, partendo dal presupposto che non c’è niente di male ad esprimere la propria opinione.

Connell d’altra parte vive la situazione opposta: sembra infatti che faccia qualche difficoltà ad adattarsi alla vita di una metropoli, così come trova difficoltà a trovare degli amici per paura di esporsi e di rivelare la sua vera natura. Peccato che se solo rischiasse, il risultato potrebbe sorprenderlo.

Normal People si afferma come un racconto di pelle, di attrazione delle carne e di minuscoli dettagli erotici. La materia di cui è fatta questa produzione è il desiderio latente e costantemente inappagato, una sete di unione profonda che fa venire un’irrefrenabile voglia di provare i medesimi sentimenti.

Arrivata a metà stagione finalmente si palesa l’intento dell’intera serie ovvero quello di raccontare come qualsiasi evento che riguarda i protagonisti finisca per avvicinarli o allontanarli. Come ogni evento finisca per riportarli insieme, da uniti o da separati.

C’è persino lo spazio per una parentesi estiva tutta italiana, un trasferimento temporaneo in Svezia e l’intreccio con altre relazioni. Finché entrambi non realizzano qualsiasi altra storia d’amore non abbia lo stesso significato né la stessa forza. Neppure il loro è un rapporto perfetto, anzi tra i vari tira e molla le cose a volte sono finite davvero male, ma quello che conta è che ci sono stati nel momento del bisogno, si riescono a capire con un semplice sguardo e riescono ad essere sé stessi in presenza dell’altro.

Insomma, Normal People insegna come può essere effettivamente possibile che se due persone sono destinate a stare insieme trovano sempre il modo di ritrovarsi.

Tamara Santoro
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