Diritto d’Autore: Zitti e Buoni dei Måneskin, dall’accusa di plagio a consiglio da praticare alla lettera

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Zitti e buoni dei Måneskin nel mirino, secondo diversi utenti sarebbe molto simile al singolo F.D.T. – Fuori di testa pubblicato da Anthony Laszlo nel 2015. Ma andiamo a vedere la questione dal punto di vista del diritto d’autore.

Puntuale come il messaggio del Capo di Stato la fine dell’anno, arriva la prima accusa di plagio al Festival di Sanremo. In precedenza vi ho raccontato come Sanremo-plagio sia un binomio ancestrale. Insomma, a Sanremo sono due le cose che storicamente non mancano mai: i fiori e l’accusa di plagio. A farne le spese, quest’anno sono i Måneskin con la loro Zitti e Buoni. Ma andiamo per gradi.

Nelle serate di martedì 2 marzo e mercoledì 3 marzo si sono esibiti tutti e 26 cantanti in gara. Durante le esibizioni si sono susseguiti numerosi tweet e post sui social in cui venivano sottolineate forti somiglianze con brani editi. Protagonisti, loro malgrado, di questo “movimento d’accusa” sono stati, appunto, i Måneskin. Il gruppo romano, infatti, si è visto puntare il dito per un sospetto plagio ai danni del brano “F.D.T.” pubblicato nel 2015 da Anthony Laszlo.

La casa discografica della band, la Sony, ha provveduto subito a dimostrare l’assenza di qualsivoglia “imitazione” tra i due brani, attraverso una perizia tecnica resa nota attraverso un comunicato diffuso dall’ufficio stampa del gruppo di Damiano David. La nota di stampa sottolinea come «non solo non vi è presenza di plagio melodico sulla linea vocale (quello principalmente viene tutelato dalle attuali leggi in vigore) ma non vi è neppure un plagio strumentale sulla stessa struttura armonica come si evince da perizia tecnica di Sony».

Ricordiamo, in questa sede, che con il plagio (istituto giuridico previsto dalla Legge sul diritto d’autore n. 633/1941) si realizza una violazione del diritto morale dell’autore dell’opera che può avvenire in forme diverse, la più semplice è sicuramente quella che si attua attraverso una riproduzione dell’opera o di una parte di essa (per maggiori approfondimenti sul tema vi rimando all’articolo pubblicato in precedenza).

Tuttavia, questa è una violazione di non facile dimostrazione, in quanto non vi sono criteri generali di identificazione del plagio. Ogni caso viene rimesso nelle mani di esperti del settore i quali saranno chiamati a dirimere la questione attraverso dei pareri tecnici che, però, non seguono regole prestabilite che indichino la soglia di riconoscibilità di una composizione plagiata. I periti della Sony, nella loro relazione hanno escluso il plagio sulla base del fatto che:

«Il focus principale dell’analisi è la melodia del ritornello e nei due brani si evince la totale discordanza nella fattispecie: la sola coincidenza delle parole “Fuori di Testa” è elemento insufficiente in quanto esso stesso è utilizzato in note e metriche differenti, può risaltare nell’immediato che su Zitti e Buoni vi è sulla melodia anche un utilizzo temporaneo della metrica terzinata, cosa che non avviene nell’altro brano; le parole “Fuori di Testa” hanno nei due brani hanno uno svolgimento differente anche determinato dalla assenza o presenza di pause.

In F.T.D. notiamo una pausa di ottavo (ben udibile) tra le parole “Fuori di” e “Testa” mentre su “Zitti e Buoni” si nota la totale assenza di pause ed anzi un esecuzione legata, più stretta e fluida, nonché, come già sottolineato, a maggior complessità ritmica (troviamo la convivenza tra sedicesimi e terzine di ottavo); da notare pure il contesto semantico differente (“Vado fuori di testa” [Fdt] contro “Sono fuori di testa” [Zitti e Buoni]); l’utilizzo di gradi della scala (in ordine di altezza Re – Mi – Sol) ricalcanti la scala pentatonica minore di Mi (come nella stragrande maggioranza dei brani Rock) non può in alcun modo rappresentare un elemento di rassomiglianza in quanto elemento generico».

Inoltre, continua la perizia, «si può anche sottolineare che in “Fdt” oltre all’appoggio armonico degli accordi (chitarra e basso) vi è una assenza di riff, elemento che invece determina in pieno l’inciso di “Zitti e Buoni”».

Difesa di sostanza, questa dei periti della band romana, che non fa riferimento solo all’aspetto melodico del brano, bensì su tutto ciò che concerne la sua produzione: dai rivestimenti timbrici, agli accordi armonici, passando per il groove e quant’altro. Per il mio pensiero da modesta musicologa forense, ritengo che la musica si fa largo nella società ormai da secoli; e in tutti questi secoli, nonostante ci sia stata una metamorfosi musicale che ha riguardato melodie e generi (che si sono moltiplicati), nonché le produzioni – oggi le canzoni si compongono con pochissimi strumenti (per non dire nessuno), ma sono rivestite da strumenti elettro-digitali –  le note musicali rimango sette.

Nel caso di specie, in aggiunta, c’è da dire che si tratta di un brano rock. E il rock è un genere musicale che ispira e viene ispirato da sonorità ben precise e assolutamente riconoscibili.
In ogni caso rimango dell’idea che, a meno che non si stia dinanzi ad una copia spudorata, che anche un completo digiuno di musica è in grado di riconoscere, prodromica all’indagine istruttoria sul plagio, deve essere l’analisi sull’originalità dell’opera.

Ovverosia, al giorno d’oggi, in cui l’ispirazione è sempre più comune, quel che bisogna tutelare è l’aspetto creativo della composizione che si concretizza nella sua originalità e nell’originalità del suo autore. E in Zitti e Buoni, l’originalità dell’intenzione creativa dei Måneskin, nonché interpretativa, non manca di certo!

Della stessa idea è apparsa anche la Rai che, attraverso il vicedirettore Claudio Fasulo, ha spedito al mittente ogni accusa di plagio affermando che “non c’è plagio né melodico, né armonico né strutturale, se non nei riferimenti tipici del rock”. Archiviando definitivamente la questione con “la conclusione dei nostri esperti è che melodia e incipit tra i due brani siano completamenti diversi”.
Caso chiuso. E in bocca al lupo a Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan che da oggi hanno un altro buon motivo per dedicare la loro “Zitti e Buoni”.

Noi ci rivediamo (a meno che non ci siano nuovi colpi di scena entro sabato) l’anno prossimo. Nel frattempo, state “Zitti e Buoni”.

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