Les amours de Anais, recensione

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Les Amours de Anais è un film del 2021 di Charline Bourgeois-Tacquet, con colonna sonora di Nicola Piovani – già noto per La Vita è Bella.

Correre e sentirsi leggeri, quella spensieratezza che man mano con l’età si perde e vola via come un palloncino che sale verso l’infinito. Infinito, ma allo stesso tempo l’ignoto. Paura di cadere o voglia di volare? La storia della protagonista de Les amours de Anais, debutto cinematografico sul grande schermo di Charile Bougeois Tacquet, regista francese che dopo aver ottenuto riscontri positivi per il suo secondo cortometraggio Pauline Enslaved, selezionato per la sezione Semaine de la Critique del Festival di Cannes, si cimenta in una commedia fresca e divertente. Anais, (interpretata da Anaïs Demoustier) la protagonista della pellicola ci prende per mano e ci invita a correre con lei ed entrare nella sua turbolenta vita sentimentale. All’apice dei trent’anni, una studentessa di lettere scrive una tesi sulla “scrittura della passione” del Diciassettesimo secolo, studia, curiosa in giro con la sua bicicletta sempre di fretta per le strade della Ville Lumiere, e cerca di vivere la stessa passione che legge nei suoi romanzi che la accompagnano nella sua avventura. Anais con la sua leggerezza ricorda a tratti i protagonisti del film di Bertolucci The Dreamers  e il nuovo tormentone di questo periodo, Ciao Ciao de la Rappresentante di Lista:

Mentre mangio cioccolata in un locale
Mi travolge una vertigine sociale
Mentre leggo uno stupido giornale
In città è scoppiata la guerra mondiale
Occhi dolci e cuori infranti
Che spavento, come il vento questa
Terra sparirà
Nel silenzio della crisi generale
Ti saluto con amore Con le mani, con le mani, con le mani, ciao, ciao

La sua guerra mondiale è rappresentata dalla madre che scopre di avere un cancro, una madre che avrebbe bisogno della presenza di Anais, perché il tempo in questa vita non è mai infinito. Egoista, spiritosa, effimera, ma allo stesso tempo segnata da un male di vivere che si insinua sottile nelle pieghe del racconto, che si insinua sottile nelle sue vaporose vesti.

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Insieme alla Studentessa, tutto in Les Amours de Anais contribuisce a costruire un salotto borghese costellato da friabili intellettuali, malinconici protagonisti di questo specchio contemporaneo: la scrittrice che ormai ha perso l’amore per se stessa, e forse anche il sapore della vita, ma si finge un’edonista incurabile e appagata e l’Editore, come arenato nei mulinelli del cliché dell’adulterio borghese, quasi un triangolo alleniano, ambientato all’ombra della Ville Lumiere. Ma se le commedie di Woody Allen ci deliziano con il tanto amato jazz, nella pellicola di Tacquet, Anais volteggia sulle note di Nicola Piovani che dà alla pellicola una briosa aria di libertà, tanto da conferirgli il Premio Foglia d’oro per le migliori musiche originali presso l’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici lo scorso martedì 8 febbraio in occasione della proiezione del film.

Insomma se dopo una giornata di stancante lavoro, quando non si ha nient’altra voglia di rilassarsi, Les amours de Anais ci dona quella leggerezza che tanto le invidiamo.

Martina Trocano
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