Resident Evil sbarca su Netflix con una serie animata

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RESIDENT EVIL: Infinite Darkness è una serie di animazione in CGI basata sul franchise di Resident Evil della Capcom. La serie è prodotta da TMS Entertainment e rilasciata su Netflix a partire dall’otto luglio 2021, la regia è di Eiichirō Hasumi. Come protagonisti della serie abbiamo Leon S. Kennedy e Claire Redfiled: storici personaggi della saga videoludica.

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I due protagonisti della serie: Leon e Claire.

Una storia di spionaggio ed intrighi politici in uno sfondo horror con zombie.

La serie si svolge nel 2006, a cavallo tra Resident Evil 4 e Resident Evil 5. Leon S. Kennedy viene chiamato ad indagare dopo un misterioso incidente alla Casa Bianca ed avrà a che fare con le creature che ha già affrontato in passato.

Claire Redfield invece lavora per un’associazione umanitaria con lo scopo di aiutare un paese a ricostruire ciò che ha perso dopo una schermaglia interna con l’esercito americano avvenuta anni prima. I due giovani si ritroveranno senza saperlo ad indagare su un complotto ben più complicato e radicato di quanto credono.

A fare da sfondo alla vicenda è il rapporto tesissimo tra U.S.A e Cina: i due paesi sono sul conflitto di una guerra per la posizione strategica di un paese che entrambe le nazioni desiderano.

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Il confronto fra la grafica videoludica e quella della serie.

La serie animata di Resident Evil è la grafica dei videogiochi più moderni trasposta sul piccolo schermo.

La serie visivamente è in CGI, il motore grafico sembra molto simile a quello che usano le case di videogiochi per le opere più recenti. Per chi ha giocato uno dei videogiochi sembrerà una cut-scene lunga un’ora e quaranta.

Le animazioni non sono male ma non fanno neanche gridare al miracolo, il design dei personaggi è ciò a cui Resident Evil ci ha sempre abituato, persino l’abbigliamento dei due protagonisti risulterà infatti familiare per chi è un appassionato della saga CAPCOM.

Le scene d’azione sono tutto sommato ben fatte, non risultano caotiche e si riesce a seguire ciò che succede. I colori della serie seguono quelli dei videogiochi: sono sempre patinati e leggermente spenti. Le poche scene horror avvengono sempre con un’illuminazione pressochè assente.

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La controparte videoludica dei due protagonisti.

Resident Evil: Infinite Darkness è una serie per gli appassionati della saga videoludica.

Questa serie animata ha un grande difetto che salta subito all’occhio: è ambientata a cavallo tra il quarto ed il quinto episodio di una saga di videogiochi. Questo restringe di molto il numero di persone che possono apprezzare a pieno lo sfondo ed i personaggi presentati negli episodi.

Senza dare il giusto contesto al mondo lo spettatore si trova catapultato in una realtà assai distante dalla norma e purtroppo la serie non si degna di spiegare nulla, tutto ciò che è successo nei videogiochi viene dato per scontato nel corso degli episodi.

Ma il vero problema è che la storia non è comunque ben scritta, i cattivi sono personaggi piatti e mossi da motivazioni più che banali. Per quanto la trama vorrebbe essere un intrigo politico e di spionaggio, la residua durata della serie penalizza la scrittura di una trama ben articolata, quattro episodi da venticinque minuti non bastano affatto e l’opera animata ne risente.

Resident Evil: Infinite Darkness ci prova fino alla fine ma non ci riesce mai veramente, gli episodi passano velocemente e le questioni di trama vengono semplicemente spiegate, è una progressione talmente lineare da risultare piatta, in alcuni momenti prova anche ad inserire dei colpi di scena che però sono abbastanza scontati e semplici.

La serie è un prodotto pensato più che altro per gli appassionati della saga, risulterà di difficilissimo approccio per chi non ha mai giocato un capitolo e non sa in che mondo si muovono i personaggi. Il vero problema è che persino chi ha giocato tutti i capitoli rischia di rimanerci male per un prodotto frettoloso e con una trama raffazzonata che non rende per nulla giustizia ai capisaldi della saga videoludica.

Gianmarco Mei
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