Sex Education 3: la rivoluzione in pieno stile Gen Z [Recensione in anteprima]

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La terza, attesissima stagione di Sex Education sarà disponibile su Netflix dal prossimo 17 settembre.

Siamo di nuovo alla Moordale, in questa terza stagione di Sex Education, ma la situazione non è più come prima.
La nuova preside Hope Haddon (Jemima Kirke) è stata incaricata di ristabilire l’ordine in quella che ha la reputazione d’essere la “scuola del sesso” e non saranno pochi gli screzi tra il suo autoritarismo e le proteste irriverenti degli studenti. La sua inflessibilità farà sembrare i tempi del preside Groff (Alistair Petrie) qualcosa di idilliaco, al confronto.

Otis ha una relazione clandestina – e prettamente sessuale – con Ruby, (Mimi Keene) nonostante le loro enormi differenze caratteriali. Il rapporto tra lui e Maeve sembra essersi raffreddato e i due sono ancora ignari del fatto che Isaac (George Robinson) abbia cancellato dalla segreteria di Maeve il messaggio in cui Otis le confessava il suo amore.

 Eric (Ncuti Gatwa) e Adam (Connor Swindells) si godono la loro relazione; Jean (Gillian Anderson) aspetta un figlio da Jakob (Mikael Persbrandt), che però ne è all’oscuro.

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Sex Education 3 riprende un tema decisamente attuale: lo scontro tra i nuovi valori portati avanti dalla Generazione Z e i valori tradizionali di chiunque sia nato prima degli anni novanta.

Agli studenti della Moordale non importa essere sobri, adeguati e inseriti socialmente; basta pensare al loro inno scolastico, il cui testo è ripreso da Fuck the Pain Away di Peaches. È facilmente intuibile, quindi, che lo scontro tra le loro priorità e quelle della loro nuova preside sarà estremamente caotico.

Sono finiti i tempi del consultorio e della libertà sessuale;

Moordale non è più un luogo adatto a chi vuole esprimere liberamente la propria eccentricità, soprattutto se la si vuol esternare tramite abbigliamento, trucco o acconciature particolari. L’intransigenza di Hope si manifesterà in cambiamenti drastici e divieti di vario tipo, appianando differenze e gusti personali di ognuno in favore di un rigore generale.

Il suo conservatorismo si scontra spesso con le battaglie post-moderniste della Gen Z, soprattutto quelle riguardanti questioni d’identità sessuale.

Ne sa qualcosa Cal (Dua Saleh), ragazza che s’identifica come non-binary e che avrà più problemi in assoluto con la nuova preside a causa di ripetute richieste che vorrebbero una maggior inclusività all’interno della scuola.

Hope viene presentata come la cattiva della situazione e questa sua essenza viene esasperata per mezzo di alcune ridicole iniziative da lei intraprese, volte a inculcare ai giovani il valore della castità e punendoli in maniere retrograde in caso di ribellione.

Se questo lato del suo carattere contribuisce a rendere il suo un personaggio quasi caricaturale, bisogna ammettere che con altre questioni forse non si sbaglia del tutto.
Possiamo davvero darle torto, ad esempio, quando dice che al mondo lavorativo non importa nulla dei problemi personali di ognuno – facendo riferimento alle misure inclusive invocate da Cal – ? O ci tocca osservare il fatto che, per quanto il suo personaggio possa essere insensibile, non faccia altro che constatare la realtà nella sua essenza più cruda?

Sex Education 3: la rivoluzione in pieno stile Gen Z [Recensione in anteprima] 1

Come le stagioni precedenti, anche questa terza parte di Sex Education riesce a tenere viva l’attenzione fino all’ultima puntata.

Gran parte del merito va attribuita all’attesa tra il finale sospeso della seconda stagione e l’inizio della stagione attuale, ma non solo. Sex Education riesce a rinnovarsi senza perdere tutti quegli elementi che l’hanno resa degna di binge-watching fino ad ora.

Grazie a dialoghi e personaggi che riescono a discostarsi dalla banalità, riusciamo a perdonare a Sex Education anche alcune imperfezioni – come il finale un po’ frettoloso e la presenza di qualche isolato cliché.  Le perdoniamo anche la sonnecchiante storyline di Jackson Marchetti (Kedar Williams-Stirling), di fronte alla quale non si può fare a meno di distrarsi davanti al telefonino.  

Non ci sono ancora notizie ufficiali di un rinnovamento di Sex Education per una quarta stagione; visti gli eventi importanti rimasti sospesi nella 3×08, però, una quarta parte sembra essere d’obbligo.

Giulia Di Persio
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