Il nuovo che avanza: Top 10 delle migliori giovani voci del panorama rock e metal contemporaneo

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Che ci crediate o no, anche se in realtà definibili di nicchia ed estremamente underground, la scena rock e metal è ancora ben gravida di fulgidi talenti musicali. Personalità in grado di fondere, nelle loro qualità, tecnica ed espressione. Musicisti di tutto rispetto che, nonostante la distanza dalle luci dei grandi riflettori, nulla hanno da invidiare ai grandi dell’epoca passata e, anzi, con il loro esempio possono far scuola ad altrettanti giovani talenti.

Di chitarristi, bassisti, batteristi e cantanti ne è pieno. Pochi, però, possono dire di poter rasentare l’eccellenza. Andiamo alla scoperta allora della top 10 (disposta non in ordine di qualità o preferenza) delle voci della “nuova” scena rock e metal in grado di rappresentare, al giorno d’oggi, l’eccellenza nei rispettivi generi.

Daniel Tompkins

Ad aprire la classifica è il duttilissimo frontman dei Tesseract, impegnato in numerosi progetti collaterali di tutto rispetto (White Moth Black Butterfly su tutti), Tompkins ha dimostrato a più riprese negli ultimi dieci anni di possedere doti tecniche inequivocabilmente raffinate, in grado di garantirgli ottime prestazioni anche live. Estensione e potenza vocale, capacità nel muoversi tra differenti generi ed una grande presenza scenica non possono far altro che far inserire l’inglese nella lista delle migliori voci metal del periodo.

Jim Grey

L’Australia, ormai si è capito, è letteralmente un calderone di talenti freschi ed interessanti che, ciclicamente, invadono il panorama metal contemporaneo. Tra di essi vi sono senza dubbio i Caligula’s Horse, il cui microfono è retto da Jim Grey. Cantante giovane e duttile sembra una versione potenziata del più noto Ross Jennings (Haken). Dotato di carisma, di una voce energica e di ottime capacità interpretative, è sicuramente tra i profili in grado di offrire delle prestazioni canore di tutto rispetto. Insomma, chiunque di noi alla ricerca di un cantante duttile e dinamico lo vorrebbe nella sua band ideale.

Tillian Pearson

Si, lo so, i Dance Gavin Dance sono stati da me mazzolati (ma non troppo) per il loro nuovo release, Afterburner. Ciò non toglie che, tra pregi e difetti, anche in quest’album “bicipiti d’oro” Tillian ha messo in mostra prestazioni sensazionali, tanto da meritargli per direttissima l’ingresso in questa Top 10. Una voce pulita, cristallina, atipicamente alta per una voce di sesso maschile ma, allo stesso tempo, in grado di avere piglio, essere groovy. Tillian Pearson non canta sulle tracce ma le cavalca con estrema disinvoltura, costruendo linee vocali estremamente pop e allo stesso tempo raffinate in grado di donare a ciò su cui mette la voce sempre un’impronta di grande freschezza.

Marjana Semkina

Dovessi avere dei lettori abituali (e ne dubito), avrebbero già capito che quella che ho per gli Iamthemorning è quasi un’ossessione. Ma come non adorare, in fondo, una realtà musicale in grado di fondere la raffinatezza della musica da camera con delle vocalità così eteree ed espressive? La Semkina è una voce femminile straordinaria, in grado di tessere linee vocali dotate di grande personalità, dinamiche nel suo stile unico ed emozionanti. Proprio nell’espressività della sua prestazione risiede una delle più grandi doti della “rossa russa”. Doti confermate anche nella sua recente uscita solista.

Courtney Swain

Dei Bent Knee ne ho già parlato. Band atipica sotto ogni aspetto come atipica è anche la sua frontman. Le vocalità della Swain sono singolari tanto quanto i pezzi della sua produzione musicale. Difficile da descrivere una voce come la sua, in grado di cucirsi bene tanto sul pop, sul soul, sul jazz o sul rock. Duttile con la sua timbrica lievemente nasale, in grado di risultare potente e delicata quando necessario. Eterea o “acidula” a seconda del richiesto, cucendosi perfettamente su quelle isterie stilistiche tanto care al complesso di Ben Levin. Volete una voce femminile unica ed in grado di stupire? Con Courtney Swain non potete sbagliarvi.

Einar Solberg

Sul norvegese frontman dei Leprous ci sta decisamente poco da dire. Dotato di una pasta vocale che non può piacere a tutti, ma in grado di far innamorare chi avvezzo, è senza ombra di dubbio una delle voci migliori del panorama prog metal. Dotato di potenza e di un’estensione vocale imbarazzante, è letteralmente un distruttore di spartiti. Non sembrano esserci tonalità dove non possa arrivare con stile e disinvoltura. Dinamico e carismatico nelle sue interpretazioni, che si tratti di una ballata o di un crudo pezzo metal Solberg trova sempre la soluzione adeguata al suo stile per rendere al meglio la canzone, risultando un elemento fondamentale di quel sound che ha portato i Leprous alla ribalta della scena musicale progressive

Casey Crescenzo

Con Casey Crescenzo non stiamo parlando solo di un’ottima voce, ma anche e soprattutto di un musicista e compositore straordinario. Mente, cuore e braccia dei The Dear Hunter, Casey è dotato di una voce cristallina, gioviale e dalle grandissime capacità interpretative. Autore di musica estremamente espressiva, anche con l’utilizzo delle sue corde vocali Casey Crescenzo è in grado di dare ad ogni sua linea la sfumatura più adeguata, donando ai pezzi abilità di storytelling e comunicatività eccezionali. Inutile citarne le doti tecniche, come sempre notevoli album dopo album.

Spencer Sotelo

So che per molti sarà una scelta impopolare. Il frontman dei Periphery, però, ha mostrato negli anni grandissimi margini di miglioramento andando a costruire, album dopo album, linee vocali sempre più qualitativamente elevate, meritandosi di entrare in questa Top 10 delle voci rock e metal. La sua voce un poco “bambinesca” potrebbe far storcere molti nasi, è vero, ma nonostante la sua pasta vocale da cantante “emo”, riesce a posizionarsi alla perfezione nel folle background strumentale costruito da Mansoor e compagni. Che siano violentissimi harsh vocal, scream, growl o linee vocali pulite in grado di toccare vette tonali altissime, Spencer sembra ormai sempre avere la soluzione giusta tra le mani, regalando ad ogni canzone la soluzione canora più ideale e, soprattutto, più personale. Per averne una conferma potete sorbirvi i 16 minuti di Reptile. Se siete assidui al genere non ve ne pentirete.

Marcus Bridge

Rimaniamo nell’emisfero djent/metalcore. Inizialmente odiato dai fan che male avevano digerito il suo avvicendamento all’uscente Adrian Fitipaldes, il giovane australiano è stato in grado non solo di non far rimpiangere il suo predecessore ma, anzi, di mostrare quelle qualità in più che lo rendono, ad oggi, il cantante perfetto per i Northlane. Se ancora gli harsh vocal sono da migliorare (nonostante abbia fatto passi da gigante settandosi su una complessiva accettabilità), le sue prestazioni clean date da una voce giovane, dotata di una buona estensione vocale e dinamica ma aperta a vocalità più poppeggianti riescono sempre a dare ad ogni pezzo il piglio necessario e, soprattutto, emotività e freshness. Fuor di dubbio una delle voci più interessanti di un panorama metalcore spesso stagnante, il ragazzo è uno di quei pochi in grado di farti sentire che, quando canta, lo fa con emozione ed emozionandosi. Una dote che, anche se non perfetto, riesce a fargli produrre quelle voci in grado di metterlo più di una spanna al di sopra della media.

Theresa Jarvis

Forte, carismatica, dotata di stile, carattere e di una bellissima voce. Theresa Jarvis potrebbe essere considerata un poco la outsider di questa classifica. La bella quanto brava frontman degli Yonaka, come tutto il gruppo, è letteralmente una ventata d’aria fresca nel panorama alt rock. Membro e leader carismatico di un progetto interessantissimo (forse il più interessante del genere nell’ultimo decennio), raccoglie la lezione delle varie Hayley Williams/Taylor Momsen aggiungendo un carattere unico. Dinamica e duttile davanti al microfono, sa essere rock, pop, delicata e aggressiva, fondendo il tutto con una grande presenza scenica. Senza ombra di dubbio una delle voci femminili più trascinanti e carismatiche nel panorama delle giovani leve contemporanee.

Menzioni d’onorefuori dalla Top 10, ma non per demerito

Ovviamente quelle precedentemente elencate nella Top 10 non sono le sole voci valide meritevoli di attenzione, anzi. La selezione fatta ha seguito, oltre che la conoscenza musicale personale, l’intenzione di affrontare quanti più differenti generi possibile. Non possiamo però escludere dal conteggio delle voci interessanti personalità come Andrew Groves (degli ormai sciolti Arcane Roots), Sam Carter (Architect), Adrianne Lenker (Big Thief), Myrkur o Salvatore Marrano (Thank you Scientist). Sicuramente alcuni me li starò dimenticando, sicuramente la fuori ce ne saranno ben altri e, proprio per questo, ogni suggerimento ulteriore sarà ben accolto!

Lorenzo Natali
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