Lupin III: The First, dal 27 febbraio al cinema – Recensione

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Ieri sera siamo stati all’anteprima di Lupin III: The First, il primo lungometraggio animato in computer grafica 3D con protagonista il personaggio creato negli anni ’60 da Monkey Punch, nome d’arte del fumettista giapponese Kazuhiko Kato, scomparso lo scorso luglio a 81 anni.

Il film, scritto e diretto da Takashi Yamazaki (Stand By Me Doraemon, Dragon Quest: Your Story) e prodotto da Toho, è distribuito nel nostro paese da Anime Factory, etichetta di Koch Media. Uscirà nelle sale italiane il 27 febbraio 2020 e presenterà per la prima volta i personaggi più famosi di Lupin in una veste grafica completamente rinnovata e inedita.

Nel lungometraggio il mitico ladro spilungone deve compiere una nuova missione: rubare il misterioso Diario di Bresson, l’unico oggetto che suo nonno Lupin I non è stato in grado di trafugare. Il Diario racchiude in sé oscuri segreti di grandissimo interesse anche per una malvagia organizzazione contro cui Lupin, i fedeli compagni Jigen e Goemon, la bellissima Fujiko e perfino l’ispettore Zenigata, da sempre acerrimo rivale del ladro gentiluomo, dovranno scontrarsi per impossessarsi delle enigmatiche memorie di Bresson. La banda di Lupin, insieme alla loro nuova complice, Laetitia, una giovane ragazza appassionata di archeologia, vivranno un’epica avventura mai vista prima.

Lupin III: The First, cosa aspettarsi

Lupin III: The First punta molto sulla varietà delle situazioni, spaziando da combattimenti a bordo di aeroplani fino a rocambolesche fughe al cardiopalma da templi pericolanti. La nuova adrenalinica avventura porterà la banda di Lupin in giro per il mondo, da Parigi al Brasile.

Nell’edizione italiana del film si ritrovano le voci storiche delle serie animate: da Stefano Onofri che doppia Lupin (dal 2008, dopo la scomparsa di Roberto Del Giudice), Alessandra Korompay è la bella Fujiko, Antonio Palumbo è Goemon, Alessandro Maria D’Errico è Jigen e Rodolfo Bianchi è l’ispettore Zenigata.

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