Abruzzo, terra di mare e montagne

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Torniamo nella nostra amata Italia per fare un viaggio nel tempo ed andare alla scoperta dei tesori inestimabili che racchiude una regione del Belpaese, l’Abruzzo.

L’Abruzzo con i suoi castelli e le sue montagne regala paesaggi così spettacolari che tutto il mondo ce li invidia ma che spesso vengono sottovalutati. Tra le tante e variopinte bellezze del territorio, alcune sono state scelte come sfondo per alcuni dei film più emblematici degli anni 70 ed 80. Noi di Shockwave Magazine ve li vogliamo raccontare.

Ladyhawke

«Sempre insieme, eternamente divisi…»

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È una delle frasi iconiche del film che vede un giovane borseggiatore aiutare una coppia di amanti, colpiti da una maledizione che appunto gli impedisce di poter stare insieme. La protagonista principale nonché una dei giovani innamorati era interpretata da Michelle Pfeiffer.

Il Nome della Rosa

Film del 1986 diretto da Jean Jacques Annaud, è considerato uno dei capolavori del cinema.

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Questa la sinossi: nel 1327 giunge in un monastero italiano il francescano Guglielmo di Baskerville, interpretato dallo straordinario Sean Connery, con il novizio Adso per un incontro tra domenicani, francescani e delegati. Morti misteriose si succedono e le indagini vengono ostacolate.

Tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, riscosse ampio successo in Europa mentre negli Stati Uniti guadagnò un incasso nettamente inferiore rispetto alle aspettative. E fu girato in parte anche in Abruzzo.

Lo stesso scrittore approvò il film dopo averlo visto e a chi chiese a la sua opinione a riguardo disse:

“Annaud ha deciso di definire nei titoli di testa il suo film come un palinsesto dal Nome della rosa. Un palinsesto è un manoscritto che conteneva un testo originale e che è stato grattato per scrivervi sopra un altro testo. Si tratta dunque di due testi diversi. Ed è bene aggiunge Eco che ciascuno abbia la sua vita. Annaud non va in giro a fornire chiavi di lettura del mio libro e credo che ad Annaud spiacerebbe se io andassi in giro a fornire chiavi di lettura del suo film”.

Essendo il libro molto impegnativo, ricco di dettagli, descrizioni e dialoghi di sfondo teorico, molti di questi non sono stati poi ripresi nel film per mancanza di tempo. Rispetto al romanzo, quindi, l’adattamento cinematografico risulta molto più semplice e scorrevole.

Così come Ladyhawke, di cui vi abbiamo parlato prima, Rocca Calascio venne utilizzata per le riprese esterne che appaiono all’inizio e nelle scene finali del film.

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Venne poi girato anche a Campo Imperatore, altopiano che si trova a circa 1800 m di quota, in provincia dell’Aquila e quindi nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Se vi ricordate, lo stesso Alberto Angela, in una sua puntata di Meraviglie, arrivò proprio in questa zona dell’Abruzzo per raccontarne le bellezze nascoste. A Campo Imperatore sono stati girati anche Lo chiamavano trinità e il suo sequel. Sicuramente ve li ricorderete per essere due dei maggiori film di successo della coppia Terence HillBud Spencer.

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Si tratta di una più divertente versione dei violenti spaghetti-western, ma senza perdere lo stile. Le sparatorie tipiche del Far West infatti vengono sostituite dalle scazzottate della coppia, che divennero poi il loro marchio di fabbrica.

Tra i film del 21° secolo invece c’è anche The American. Non lasciatevi infatti ingannare dal titolo perché il film è stato interamente girato in Abruzzo e in particolare nella provincia dell’Aquila, tra Sulmona, Castel del Monte, Capestrano e Castelvecchio Calvisio. Protagonista George Clooney, ma anche attori italiani nel cast come Violante Placido.

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In seguito ad una missione senza alcun successo in Svezia, l’assassino Jack decide di andare a vivere in Italia e ritirarsi in campagna con l’intenzione di restare anonimo. Al suo arrivo però, diventa amico di un prete e intraprende una relazione sentimentale con una donna bellissima di nome Clara. Tuttavia ha una fondamentale incombenza da gestire: portare a termine l’ultima missione assegnatagli.

Tamara Santoro
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