Ti Mangio Il Cuore, rosso passione e feroce vendetta – Recensione

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Ti Mangio il Cuore risuono come tetra promessa di una storia di vendetta. Ti Mangio il Cuore risuona come viscerale richiamo al consumarsi di una passionalità carnale e travolgente. Per la regia di Pippo Mezzopase, distribuito da 01 Distribution a partire dal settembre 2022.

Promontorio del Gargano, nella cupezza di un paesaggio atavico e quasi distopico, Pippo Mezzopase ci racconta la sua personale visione di una storia romantica e disperata. Il regista pugliese, infatti, coadiuvato dalla splendida fotografia di Michele D’Attanasio riesce a portare sul grande schermo, e poi su quello dello streaming, un’opera dai toni estremi e pulp. Tutto ci porta ai margini della narrazione convenzionale, come la scelta di un bianco e nero netto, che richiamo un certo neorealismo moderno, sofisticato e anche brutale togliendo i colori all’efferatezza umana, al loro costante associarsi ad animali da fattoria.

La storia, nella sua drammatica epopea sentimentale sembra ispirarsi quasi al Romeo e Giulietta di Shakespeare, ma stavolta i due protagonista hanno le fattezze reali di due amanti contemporanei e imprigionati in una società di regole in parallelo. Marilena Camporale, interpretata dalla cantante Elodie e Andrea Malatesta, interpretato da Francesco Patanè, rispettivamente moglie e figlio di due famiglie in guerra da decenni, una vera faida tra le cosche contadine del territorio rurale pugliese intente nella rispettiva visione di supremazia e rivalsa.

I due giovani, sono chiamati a rendere fedelmente nel loro ruolo sociale di moglie e madre devota e rampollo, figlio di quel “Don Michele” da cui raccogliere la pesante eredità di capofamiglia e predestinato di un finale senza scelta. La coppia decide di commettere un atto sovversivo e quasi sacrilego in un contesto fatto di gerarchie ferree e timorati di Dio, quello di amarsi e mettere al mondo un figlio.

ti mangio il cuore recensione elodie

La passionalità forte dei due protagonisti scatenerà una serie di reazioni a catena in un regolamento di conti che trasformerà la pellicola in una sorta di moderno western nel vorticoso ritmo che attira alla costante attenzione verso l’epilogo e il suo compiersi nei fatti della storia.

Ti Mangio il Cuore, uscito nei mesi scorsi al cinema e adesso sui piccoli schermi della piattaforma streaming Paramount plus che ha anche prodotto il film insieme con Indigo Film e Rai Cinema e consacra sia il regista, Mezzopase, che porta dentro di sé tutto il carico stilistico da chi viene da un cinema di realtà e di documentario.

Affermazione con stile anche per l’inedita interprete e protagonista Elodie, che si cala nei panni di una donna, una sorta di Maléna ricordando Tornatore, capace di reggere un ruolo chiave e delicato, quello di una donna che deve reggere sguardi e attenzioni di una società antiquata, maschilista e sorretta dalle leggi criminali. Un scrittura non casuale ma frutto della reale vicenda legata alla prima donna testimone di giustizia nell’ambiente della criminalità organizzata del Gargano.

La sceneggiatura di Ti Mangio Il Cuore si ispira, infatti, al libro omonimo di Carlo Bonini e Giuliano Foschini uscito per Feltrinelli editore. Il ruolo inoltre, vale a Elodie, sicuramente una prima importante attenzione agli occhi della cinematografia italiana dopo l’affermazione del mondo musicale, riceverà infatti anche un premio “Ciak D’Oro” come attrice rivelazione dell’anno, ruolo come detto complesso e oltretutto nella non semplice interpretazione per un film che nei lunghi tratti della sceneggiatura affronta spesso fedelmente conversazioni in dialetto locale.

Elodia ha curato anche il singolo di lancio che accompagnava l’uscita del film, “Proiettili”, cantato insieme a Joan Thiele e scritto con Elisa. La colonna sonora del film è invece curata da Teho Teardo.

Resta importante anche l’interpretazione del suo partner di scena, Francesco Patanè, nell’assimilazione di un personaggio dalle molteplici sfumature e che più di tutti compie una vera evoluzione caratteriale e psicologica nella longevità del film.

Sicuramente non è da trascurare il ruolo esercitato in Ti Mangio Il Cuore dall’esperto Michele Placido, altro capofamiglia chiamato ad un ruolo di neutralità nella faida e che nel suo recitato in levare si rivelerà essere poi personaggio chiave nell’economia narrativa della storia. Oltre a quella dell’attore partenopeo Francesco Di Leva nel ruolo di Giovannangelo.

Ti Mangio Il Cuore è da considerarsi opera pregna per il proseguo di carriera di un giovane e affamato regista, di una dimensione in esplorazione che colloca il cinema di genere italiano drammatico in nuove prospettive anche nella sua prova stilistica e sicuramente anche un importante elemento per ricordare una storia necessaria di coraggio ed evasione.

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