Tom Hanks – un attore spontaneo e mai banale

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Tom Hanks ha più volte dimostrato di avere tutte le carte per diventare una grande stella del cinema fin dai suoi esordi. Riesce a calarsi nei panni dei ruoli che interpreta con straordinaria naturalezza e disinvoltura. E se allora proprio oggi compie 65 anni vale la pena ripercorrere la sua immensa carriera.

È stato Forrest Gump, diretto da Robert Zemeckis a consacrare Tom Hanks nell’Olimpo delle più promettenti star di Hollywood. Un vero capolavoro.

Seduto su una panchina a Savannah, Forrest Gump, un uomo dello sviluppo cognitivo inferiore alla media, si rende testimone di alcuni dei più importanti avvenimenti della storia americana, attraverso il lento e suggestivo racconto della propria incredibile vita e dei problemi mentali e fisici che la caratterizzano fin dalla nascita.

Insomma Tom Hanks ha più volte dimostrato capace di immedesimarsi nel personaggio con straordinaria abilità tanto da rendere ciascuno di loro semplicemente indimenticabile.

Ha interpretato Robert Langdon, professore di simbologia nella trilogia diretta da Ron Howard e ispirata ai best-seller scritti da Dan Brown, incarna il perfetto intellettuale che usa le sue conoscenze per battere gli avversari con onestà e dignità.

Poi è stata la volta del manager di un’azienda in The Circle. Questo film mi ricorda un po’ il Grande Fratello di Orwell, in un certo senso. Già nel 1949 l’autore aveva previsto tutto: la diffusione della Rete ha reso il monitoraggio molto più analitico. Ciò che Orwell però non poteva certo immaginare è la capacità della Rete di immagazzinare e conservare migliaia di dati. La tecnologia può anche rivelarsi utile per monitorare le proprie condizioni di salute, ma spesso lo fa senza farsi scrupoli sulla privacy di ogni individuo.

In The Post ha interpretato un giornalista ostinato nel cercare la verità e renderla pubblica ad ogni costo o ancora un avvocato newyorkese che in tempi di guerra fredda tentò di mediare uno scambio di prigionieri tra i due paesi coinvolti nel conflitto.

Tom Hanks vanta una serie di record: è infatti tra i pochi attori (due, insieme a Spencer Tracy) ad aver vinto consecutivamente l’Oscar al miglior attore, rispettivamente per Philadeplhia e Forrest Gump. Complessivamente ha ricevuto 6 candidature agli Oscar, 5 Golden Globe, 2 Screen Actors Guild Award, 5 Emmy, e un Orso d’argento al Festival di Berlino.

Philadelphia, 1993

Tom Hanks
Tom Hanks e Denzel Washington nella scena più celebre del film.

Uno straordinario Tom Hanks, premiato con l’Oscar per il Miglior attore protagonista, interpreta un avvocato che scopre di essere sieropositivo e che decide di non rivelarlo allo studio legale dove lavora. Ma si sa, i segreti sono fatti per essere rivelati con il tempo, e quando il suo viene alla luce, viene licenziato. Deve rivolgersi così ad un altro avvocato che lo aiuterà.

Andrew Beckett e Joseph Miller sono due avvocati ai lati opposti del fiume: il primo gay ed affermato, il secondo sposato con una figlia che aspetta ancora il salto di carriera. Si scontrano anche in tribunale prima che Andrew scopre di essere malato di AIDS e viene licenziato. L’avvocato deve così cercare un altro avvocato disposto a difenderlo. Philadelphia fu una delle prime grandi produzioni cinematografiche a trattare in maniera esplicita il tema dell’AIDS, malattia che raggiunse il culmine della sua drammaticità negli anni ’90.

Salvate il soldato Ryan, 1998

Tom Hanks
Tom Hanks in una scena tratta da Salvate il soldato Ryan.

La storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale, in particolare nei giorni del D-Day, ed è sicuramente tra i film di guerra più emozionanti di sempre. Di grande interesse sono i primi 24 minuti del film, che dipingono in maniera cruda e realistica lo sbarco dei soldati a Omaha Beach, particolarmente intensi e apprezzati soprattutto grazie agli effetti sonori, non per niente il preparto è stato premiato con due Oscar.

Quel giorno John Miller (Tom Hankscapitano della Compagnia C del 2º Battaglione Ranger, partecipa al sanguinoso assalto anfibio di “Omaha Beach”, nella Normandia occupata dai tedeschi; sopravvive al terribile mitragliamento e bombardamento tedesco delle spiagge con parte dei suoi uomini, che guida nell’espugnazione di un bunker e alcune trincee.         

Per quanto però Spielberg abbia realizzato una ricostruzione incredibilmente realistica dello sbarco in Normandia, la missione che muove il film non è mai davvero accaduta ed è liberamente ispirata alla vicenda del sergente Fritx Niland.

Il miglio verde, 1999

Tom Hanks
Tom Hanks in una scena tratta da Il miglio verde.

Nel 1935 Paul lavorava nel braccio della morte del carcere di Cold Mountain, chiamato il miglio verde perché il percorso verso la sedia elettrica, l’ultimo corridoio che i condannati a morte percorrevano, era caratterizzato da una pavimentazione verde cedro.

Un giorno viene portato in prigione John Coffey, un condannato per stupro e omicidio di due gemelline, Cora e Kate Detterick. A dispetto dell’imponente mole, John si mostra fin dall’inizio molto fragile: piange di notte, è silenzioso e chiede a Paul di lasciare una luce sempre accesa perché ha paura del buio.

Quando si verifica una rivolta, nella colluttazione, Paul viene colpito all’inguine e cade a terra ma John, con il semplice tocco della mano, fa sparire il dolore. Paul inizia a sospettare che John Coffey sia solo vittima degli eventi: un potere così positivo, di probabile origine divina, non può essere stato dato in mano ad un assassino.

Tamara Santoro
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